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Smartify, lo Shazam delle opere d’arte

L’applicazione che riconosce le opere e fornisce informazioni a riguardo ha già attivato collaborazioni con musei importanti

di Diletta Parlangeli

A leggere le targhette sotto un dipinto son buoni tutti. Ma cosa ne sarebbe delle interessanti conversazioni in un museo (a bassa voce, s’intende), se ci fosse un’app in grado di riconoscere l’immagine davanti ai propri occhi e fornire più informazioni a riguardo? È quello che hanno pensato i fondatori di Smartify, creando un software che assolvesse la funzione di “curatore d’arte personalizzato”.

Smartify è in grado di eseguire la scansione dell’opera che ha davanti e fornire una scheda a riguardo, con informazioni che vadano ben oltre l’autore e l’anno di produzione. In una conversazione con New Scientist, il co-fondatore ha posizionato l’app in una via di mezzo tra Spotify, per la potenzialità di scoperta, e Shazam, per quelle di riconoscimento(Shazam, diventata ormai un punto di riferimento in tema di riconoscimento, intanto si gioca la realtà aumentata).

L’applicazione, già disponibile per Android e iOS e ingloberà le opere del Rijksmuseum di Amsterdam, di The Wallace Collection di Londra, così come opere selezionate dal Louvre di Parigi e dal Met di New York. L’interfaccia è elegante e semplice, e la sua struttura consente all’utente di creare le proprie collezioni e anche di accedere alla cronologia delle proprie ricerche. La speranza dei creatori è l’adesione di un sempre maggior numero dei musei (che, dal canto loro, possono accedere ai dati demografici). L’autenticazione può avvenire tramite profili social o numero di telefono e email.

Sorgente: Smartify, lo Shazam delle opere d’arte – Wired

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