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Il mondo visto da Mauro Galligani

Tra i fotografi italiani che si sono dedicati al giornalismo, Mauro Galligani è tra i più importanti e prolifici. Ora una mostra a Bibbiena (AR) ripercorre i suoi oltre 40 anni di carriera, raccontandoci come è cambiato il mondo.

Guerre, rivoluzioni, trasformazioni culturali: in oltre 40 anni di carriera Mauro Galligani ha documentato con le sue foto un mondo in continua trasformazione, con le sue regole e le sue contraddizioni, le sue tragedie e le sue speranze.
Al suo lavoro è dedicata la mostra fotografica “Alla luce dei fatti”, organizzata dal CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’autore di Bibbiena (AR), dall’8 aprile al 4 giugno 2017. La mostra è una delle più complete retrospettive del lavoro di Galligani che è uno dei fotogiornalisti più importanti del dopoguerra e ha collaborato con alcune delle più importanti testate al mondo. La mostra si sviluppa per grandi temi che, suddivisi per aree geografiche, percorrono alcuni degli eventi politici, sociali e di costume che hanno fatto la storia tra gli anni ’70 e i giorni nostri.

CITTÀ DEL GUATEMALA, GUATEMALA, 1982. L’insegna di un’armeria sembra incombere minacciosa sulla chiesa della Mercedes: un’immagine emblematica del dramma dei popoli del Centroamerica, provati da anni di guerriglie e conflitti.

LUXOR, EGITTO, 1989. QUASI UNA RESURREZIONE. Durante i lavori di consolidamento nel cortile del tempio di Amenophis III, tornano alla luce dopo tremila anni le statue del re Horemheb, del dio Atum e della dea Hathor, sovrana dell’amore e della bellezza. Per recuperare i preziosi reperti, gli operai si immergono in apnea nel fango e lavorano con le mani e piccoli scandagli.

MOSCA, RUSSIA, 2005. LA PRIMA DEL BALLETTO “RAIMONDA” AL BOLSHOI. Una serata indimenticabile per un teatro che vanta 300 ballerini, 250 coristi, 500 tecnici, 600 allievi della scuola di ballo, 250 musicisti, 90 cantanti e 60 maestri. Cambi di scena velocissimi, ma lo spazio non è più sufficiente. A fiorire sono gli aneddoti: si scende in cantina per controllare un generatore. Odore di gatto. “i gatti sono indispensabili” ricorda il direttore di scena. “Anni fa un funzionario licenziò i felini e li sostituì con mezzi di disinfestazione più consoni al decoro del teatro. Il risultato fu il ritorno dei topi: bastava un filo rosicchiato e sulla scena piombava l’oscurità. Grida, proteste, immediata lettera ai vertici delle maestranze: richiamate i gatti”.

continua su: Il mondo visto da Mauro Galligani – Focus.it

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