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Luci e ombre la fotografia di Stefania

10264949_705941719472585_1534709460_nSTEFANIA VALITUTTO mi parla di:
“Luci ed ombre”, la fotografia come arte e professione vissuti in prima persona.

Stefania, appena decenne, durante una visita ad un museo egizio, scoprì la sua vocazione di fotografa. Rimase abbagliata da ciò che vedeva, affascinata da quella testimonianza di storia antica di millenni che avrebbe impresso nei suoi occhi per sempre.
La scintilla si accese in quel giorno.
Grande fu la gioia quando le fu regalata, a 14 anni, la prima macchina fotografica.
Ma fu anche una piccola delusione vedere che si trattava semplicemente di una Kodak Istamatic… avrebbe desiderato fosse una REFLEX, ma sarebbe rimasto un sogno per un bel po’ di tempo.

Quando ritornò a Cervia, delizioso paese di mare della costa romagnola dove era nata, conobbe un famoso fotografo, BRUNO SBRIGHI.
Per qualche anno lavorò con lui assieme ad altre ragazze e se non fu proprio una vera scuola, qualche nozione tecnica la imparò.
Scattava per lui sulla motonave, nelle serate mondane negli alberghi a Milano Marittima e i bambini in spiaggia.
Ma l’accompagnava un’insoddisfazione latente.
Quel lavoro continuo, esclusivamente commerciale, la privava del desiderio di riuscire a far trapelare, attraverso l’obiettivo, quell’interiorità che dà ad ogni viso o corpo, un identità unica e irripetibile.
Erano foto prive di profondità che la lasciavano vuota e cercò altre vie.
Conobbe un pittore e sperò che quella scintilla accesa tanti anni prima riprendesse a brillare.
Non si impara a dipingere.
La tecnica forse… ma ci vuole passione.
Stefania non trovò in questa arte un’anima rivelatrice e riprese la fotografia.
Successe che per quanto amasse stare dietro la macchina, le circostanze vollero che ci stesse solo davanti.10323100_705941769472580_148030404_nPosò come modella per pittori e fotografi… niente che la soddisfacesse.
Diventò fotografa e imprenditrice di se stessa.
Ma si chiedeva… ma perché le persone si fanno le foto?
La risposta se la diede in un’occasione particolare.
Da tempo esercita nel suo studio fotografico, “Nica Photo Art” a Punta Marina Ternme (RA) e aderendo ad iniziative promozionale, prepara book fotografici a un prezzo conveniente.
“Un giorno”, mi racconta, venne da me una cliente che non conoscevo. Quando la vidi, signora matura con un viso sciupato, mi prese il panico. E’ facile fotografare la gioventù e la sua bellezza implicita, ma in questo caso come posso fare?. Quando vedrà le foto, per quanto possa abbellirle, sarà comunque delusa. La feci accomodare in posa e dietro la macchina, non so come, mi prese un desiderio insolito di parlarle, e mentre scattavo, le suggerivo di immaginare di essere altrove e di parlarmi delle sue sensazioni. Fu per me una rivelazione. L’espressione della donna assunse un’intensità che si trasmise al suo sguardo… e tra luci ed ombre, emerse un anima che catturai all’istante. Le persone hanno bisogno di parlare a qualcuno che le ascolti, è così raro ormai!
Pensai che quella signora volle farsi le foto per vedere al di là dell’aspetto esteriore, per vedersi dentro attraverso lo sguardo. Sono attimi determinanti in cui devo scattare immediatamente per carpirne l’essenza. Attimi “sfuggenti”, se devo ricaricare il flash…”
Sorride a questa battuta e nei suoi occhi brilla una luce che mi fa credere che quella scintilla si sia riaccesa.
Catturare l’anima e immortalarla in una fotografia… perché guardarsi allo specchio è avere solo una visione parziale di noi.

Anna Cibotti

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