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dfg534rAAttimi senza tempo: Alberto Bonomo

Fotografare è un viaggio fantastico, senza confini, al quale difficilmente si può resistere. Il fotografo intraprende questo viaggio rivelando in immagini le emozioni e le proiezioni delle sue visioni, dei suoi miraggi, della sua anima.
Esiste un’indubbia relazione tra la foto e le arti classiche, specialmente per quel che riguarda la pittura e il disegno, perché sono bidimensionali e hanno similitudini anche per quanto concerne l’estetica, le configurazioni visive, le tematiche, i soggetti e gli oggetti, senza dimenticarci delle implicazioni di ordine storico e sociali.
Fotografare è sempre un atto creativo, si dà vita a un’idea. Ma non tutti raggiungono il valore artistico che è dato dal talento e dallo studio. I fotografi professionisti sono coloro che riescono a esprimere le loro idee attraverso l’originalità delle immagini, a volte create ad arte, ma spesso filtrate dal loro sentire in un attimo solo che rimane immortalato nello scatto fotografico.
Aberto Bonomo nelle sue fotografie descrive esattamente gli istanti,  i momenti che il suo viaggio mentale gli ha offerto durante i vari periodi della sua vita. Nelle sue foto i soggetti sono cose, persone, animali e ognuno di questi ha fornito scatti che hanno reso le sue foto uniche nel suo genere, riconosciute e riconoscibili perché dotate di carattere e personalità, la sua.
È straordinario come le cose riescano a prendere vita sotto il suo obiettivo come  le persone sembrino parlare attraverso sguardi e piccoli gesti che al nostro occhio potrebbero passare inosservati ma che non sfuggono di certo all’occhio sapiente del fotografo. È eccezionale vedere come gli animali abbiano atteggiamenti ed espressioni simili all’uomo tanto da essere definiti “parallelismi” dallo stesso fotografo. È un viaggio fantastico osservare gli occhi delle persone, i loro gesti e le loro vite attraverso questo obiettivo così particolare.
Nella fotografia di Alberto Bonomo c’è molto l’uso del bianco e nero, perché come egli spesso ama dire “le foto in bianco e nero non hanno tempo”, affermando quindi il bisogno di voler essere artefice di una fotografia a carattere universale.
Come sappiamo la fotografia in bianco e in nero è la più complessa da tradurre in immagini in quanto le due tonalità del bianco e del nero, della luce e dei colori non sono uguali a quelli originali percepiti dall’uomo che, viceversa, osserva un mondo colorato, un mondo diverso.i9a
Facendo un parallelismo non troppo azzardato possiamo dire che la fotografia può essere assimilabile alla traduzione linguistica. Passare da una lingua a un’altra significa accettare un’interpretazione inevitabile. Possiamo fare una traduzione libera o una traduzione letterale, ma sempre di interpretazione si tratta. In un certo senso, lo stesso capita con la fotografia, visto che effettua una traduzione della realtà interpretando in modo più o meno libero l’originale. Nella fotografia in bianco e e nero si deve sostituire il colore con le diverse gamme di grigi, e ciò la rende meno intuitiva per la nostra percezione e più difficile da elaborare. Per questo è necessario che un buon fotografo abbia una grande capacità di visualizzazione, prevedendo quello che vuole ottenere con quella immagine scattata in bianco e nero.
Ma Alberto Bonomo è anche colore e profondità, è vita e riflessione, è esistenzialismo allo stato puro ed esplosione come la sua Sicilia. Alberto Bonomo è orme luminose che lascia nelle pupille di chi osserva le sue fotografie, interiorizzandole e facendole diventare sue.
Osservare una sua foto riempie il vuoto ed esalta il pieno che già c’è.

Biografia

Alberto Bonomo vive a Roma ma nasce a Messina in una calda giornata, il 28 luglio del 1983. Dopo aver conseguito la maturità scientifica prosegue gli studi presso la facoltà di Giurisprudenza della stessa città sullo Stretto. La passione per l’arte fotografica e la poesia emerge con prepotenza in un periodo particolare della sua vita, che coincide con il suo trasferimento a Milano per motivi di studio. Un periodo segnato da un grande viaggio riflessivo dentro se stesso, alla scoperta di ciò che risiedeva sopito all’interno della sua anima e che aspettava solo di esplodere con fragore. Qualcosa di cui probabilmente non avrebbe più potuto fare a meno. Scrivere e scattare sono parti essenziali del suo benessere interiore, anche se a volte si può toccare con mano un “male di vivere” propedeutico al messaggio che lui stesso cerca di trasmettere: viaggiare sempre su un doppio binario in cui l’occhio si fonde con le labbra, la luce esalta la parola e viceversa, non luoghi in cui la gioia vive solo nel dolore. La sua terra, il suo mare, il suo sole sono la sua culla. Può capitare di sentire il profumo della sua Sicilia leggendo versi che non di rado nascono lì dove l’onda si infrange.
Alberto Bonomo nella primavera 2013 entra a far parte di David and Matthaus Edizioni pubblicando la silloge poetica L’eremita tra la folla con la divisione egoEdizioni.

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