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Che cos’è l’arte

Una discussione difficile, antica, ambigua e tecnicamente infinita: a partire da un pomodoro

di Antonio Russo – @ilmondosommerso

Nell’episodio intitolato Le vacanze intelligenti, contenuto nel film Dove vai in vacanza? e diretto da Alberto Sordi nel 1978, una coppia di turisti romani sprovveduti in materia d’arte concettuale – Remo e Augusta, interpretati da Alberto Sordi e Anna Longhi – accetta di farsi organizzare le vacanze dai figli, laureandi. A un certo punto dell’itinerario programmato dai figli, i due turisti finiscono per visitare la mostra d’arte contemporanea alla Biennale di Venezia del 1978 rimanendone delusi e perplessi.

Dopo aver attraversato il viale di ingresso ai giardini, vedendo una guida parlare a un gruppo di persone ferme a osservare un muro (un’opera dello scultore Mauro Staccioli realmente esposta in quella edizione della Biennale), Augusta chiede al marito Remo di cosa stia parlando quella guida. E lui, molto lucidamente: «e che dice? Spiega, no? Spiega ’e cose che noi non potèmo capi’». Più avanti, durante la visita, una sosta di Augusta in una sala della mostra genera un equivoco paradossale (e molto comico), alimentato da un conflitto tra opposti piani di osservazione di uno stesso oggetto esposto.

L’esempio di Remo e Augusta alla Biennale di Venezia, come quelli presenti in decine di altre scene in altri film, è una versione cinematografica di un equivoco non banale e abbastanza frequente, alla base di molte discussioni eterogenee riguardo i criteri di lettura di un’opera d’arte, la condivisione di un canone di bellezza comune e, in generale, l’essenza di ciò che generalmente – ma non unanimemente – definiamo arte. Quali oggetti, eventi o fenomeni del mondo siano o non siano “arte” – insieme alle ambiguità e alle difficoltà di interpretazione poste dalla definizione della parola stessa – è una domanda che riempie le pagine di migliaia di manuali di storia dell’arte e alimenta da secoli prolifiche discussioni non soltanto in ambito accademico ma anche tra occasionali fruitori d’arte che nei fine settimana affollano le mostre d’arte allestite nei musei, nei palazzi signorili e nelle gallerie.

Per tentare di rispondere alla domanda cos’è l’arte, Ian Danskin, un artista freelance statunitense autore di brevi video divulgativi pubblicati su un suo canale YouTube molto seguito, ha scelto un approccio terminologico, sperando di trovare prima di tutto nelle parole uno spazio di condivisione. Ha poi avviato – prendendola molto larga – un’apprezzata riflessione sul significato della parola “arte” e sul valore che questa parola può assumere a seconda dei contesti e del tipo di conversazioni in cui viene utilizzata.

Accordarsi sui termini
Danskin è partito dal disaccordo sui termini che, secondo lui, è spesso alla base di molte discussioni sulla definizione di arte. Comincia facendo l’esempio di una cosa – un alimento – che ammette comunemente due diverse definizioni, entrambe valide: il pomodoro. Da qui, attraverso una lunga serie di esempi eterogenei e svariate divagazioni, arriva a fornire qualche definizione convincente di arte – per quanto vasta e generica – e a legittimare, inquadrandole diversamente, le comuni conversazioni tra non addetti riguardo cosa sia e cosa non sia definibile come arte.

Conviene vederlo tutto, il video, e poi provare ad affrontare le varie questioni, punto per punto, aggiungendo altri esempi e riferimenti – a libri, fatti di cronaca, film – per cercare di puntellare la discussione e generare ulteriori riflessioni.

Sorgente: Che cos’è l’arte – Il Post

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